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Partito Democratico - Circolo di Mondovì, Margarita e Morozzo

14 settembre 2009
Dieci domande a Viglione e Costa sul Liceo Vasco
Tra poche ore i volontari del PD di Mondovì saranno a distribuire all'inizio del primo giorno di scuola di fronte all'ingresso del Liceo Vasco un volantino con il seguente contenuto a studenti, insegnanti e genitori:

DIECI DOMANDE SUL LICEO VASCO
La necessità di trovare una nuova sede è della fine degli anni Ottanta, quando nasce la terza sezione del Liceo Scientifico (la C) e per carenza di spazi nella sede centrale alcune classi devono fare lezione in una succursale. Il numero degli iscritti al Vasco in seguito esplode, e ora siamo arrivati alla sezione F. Nel frattempo sia la succursale di Via delle Scuole sia la sede di Piazza IV Novembre hanno presentato problemi strutturali (crepe, caduta di solai, …) e alla carenza di spazi si è aggiunta l’esigenza di sicurezza.
Perché, dopo oltre vent’anni, il Liceo Scientifico non ha ancora una nuova sede? Ci permettiamo di porre delle domande a chi ha avuto la responsabilità di decidere, in particolare negli ultimi anni: l’on.le Raffaele Costa (Presidente della Provincia) e Stefano Viglione (attuale Sindaco di Mondovì)


1-Anno 2004: Perché 6 mesi buttati al vento? Nei primi mesi del 2004 il Sindaco Rabbia e il presidente della Provincia Quaglia stilarono un accordo di programma per trasferire il Liceo Vasco ai Passionisti. Perché questo accordo rimase nel cassetto per molti mesi e fu approvato dal Consiglio comunale solo il 31 agosto 2004? Perché nel mezzo c’erano elezioni provinciali e il centrodestra non voleva scontentare nessuno (né gli studenti, né chi non voleva che la scuola se ne andasse da Piazza)?

2-Anno 2006: perché quando è pronto il progetto definitivo spunta l’ipotesi Cittadella? Nell’estate 2006 finalmente era pronto il progetto definitivo della Provincia per la sede dei Passionisti, che ottenne un parere favorevole anche dal Comune. Proprio in quelle settimane, però, emerse dal Presidente dell’Associazione Commercianti e del Consorzio dei Rifiuti una proposta di trasferire il Liceo in Cittadella, dove in passato aveva sede la Scuola Allievi della Guardia di Finanza. Dissero che con il trasferimento in Cittadella si sarebbero risparmiati soldi e il Liceo sarebbe restato a Piazza. Fu questa la ragione per cui l’iter per il trasferimento ai Passionisti si fermò? Ma quanto effettivamente sarebbe costata la realizzazione della nuova sede in Cittadella? Con quali tempi?

3-Anno 2007: L’ipotesi Ospedale. Il centrosinistra la fece nel 2004, perché il centrodestra subito la ignorò per poi riprenderla nel 2007? Il centrosinistra nel 2004 (prima dell’approvazione dell’accordo ai Passionisti) con il consigliere Fulcheri propose l’Ospedale come sede del Liceo. Allora dalla maggioranza risposero che al momento in cui l’Ospedale fosse stato libero per iniziare i lavori, gli studenti dello Scientifico sarebbero già stati nella nuova sede dei Passionisti. Perché Viglione ha ripreso la proposta dell’ex Ospedale soltanto nel 2007 (buttando via 3 anni di tempo), senza dire la sua nel 2004 quando, da vicesindaco, avrebbe potuto sostenere la proposta del centrosinistra?
   
4- Anno 2009: Perché tre progetti diversi per tre sedi diverse in soli 6 mesi? Restiamo alla ricollocazione nell’ex ospedale. Il protocollo d’intesa tra Provincia, Comune e ASL per questa soluzione venne firmato il 20/08/2008. Perché, allora, nel 2009 la Provincia incaricò prima (il 30 gennaio) uno studio di architettura – al costo di 11.628 Euro – di lavorare al progetto preliminare in Cittadella, poi l’8 maggio decise di spendere 23.990,40 Euro dando un incarico ad uno studio di ingegneria per una verifica sismica sulle strutture dell’ex Ospedale, infine il 12 giugno un altro professionista è stato incaricato della progettazione strutturale esecutiva ai Passionisti al costo di 17.840 Euro? Perché questi tre incarichi su tre sedi diverse? Ma non era definitiva, ufficiale e precedente la scelta dell’Ospedale?

5- E’ vero che è ancora valido l’accordo per i Passionisti? Corrisponde al vero quanto affermato nei giorni scorsi dall’ex assessore provinciale Marco Botto, ovvero che l’accordo di programma del 2004 per il trasferimento ai Passionisti non è mai stato revocato e quindi tuttora ancora valido?

6-Nel 2004 alla Provincia mancavano 379 mila Euro, nel 2006 2,5 milioni di euro? Sono lievitati i costi? L’accordo del 2004 considerava che buona parte dei costi – previsti in 5 milioni e 220 mila Euro – sarebbero stati coperti vendendo l’immobile scolastico di Via delle Scuole, per trasformarlo in alloggi di pregio. Successivamente una relazione di stima di tale edificio, redatta dall’Agenzia del Territorio, stimò il valore del fabbricato in 4 milioni 841 mila Euro. In sostanza, alla Provincia mancavano 379 mila Euro. Perché allora la Provincia ha chiesto alla Regione 2 milioni e mezzo di Euro? Significa che il costo dell’opera è passato a 7 milioni e 300 mila Euro? Se così fosse, perché i costi sono lievitati così tanto?

7- Il Sindaco è stato vicesindaco fino al settembre 2004 e poi assessore provinciale: perché dice di non aver responsabilità? Il Sindaco Viglione nei giorni scorsi ha dichiarato che i ritardi sul Liceo non sono colpa della sua amministrazione. Ma si ricorda che quando venne firmato l’accordo lui era vicesindaco (fino al 29/09/2004), e che è stato assessore provinciale dal 2004 al 2007? E si ricorda che buona parte della sua Giunta e dell’attuale maggioranza comunale amministravano già nel 2004?

8-Ma hanno deciso dove mettere il nuovo Liceo Vasco? La Provincia nel 2009 ha dato 3 incarichi di progetto per 3 sedi diverse. Nei giorni scorsi il Sindaco ha dichiarato che la ricollocazione del Liceo è una priorità (senza precisare però in quale sede vogliono spostarlo). Quand’è che la Provincia e il Comune prenderanno una decisione finale sulla collocazione del Vasco? E soprattutto, quando gli studenti, insegnati e tutto il personale del Liceo potranno studiare e lavorare in spazi adeguati e sicuri?

9-Perché in 5 anni Costa non ha posato neppure il primo mattone? Insomma, a oltre vent’anni dalla nascita dell’esigenza di una nuova sede, nulla di fatto. A 5 anni dalla stipula di un accordo formale non è stato posato neppure il primo mattone. Perché, quindi, la Regione è stata costretta a ritirare il finanziamento (peraltro non dovuto, visto che l’edilizia scolastica per le superiori è di esclusiva competenza della Provincia)?

10-E’ possibile avere tempi certi e scelte definitive per la sede del Liceo Vasco?  Passionisti, Cittadella, ex Ospedale,… ma anche Madonnina, Caserma Durando, Scuola Media: queste le sedi proposte ma mai scelte definitivamente per il nuovo Liceo Vasco. Quando se ne vedrà la fine?



permalink | inviato da DavideG il 14/9/2009 alle 2:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 aprile 2009
PD DI MONDOVI’: LE PROPOSTE AL COMUNE E AL GOVERNO PER COMBATTERE LA CRISI
Come intervenire di fronte alla crisi economica? E’ questo il quesito da cui si è mosso il Partito Democratico con il PD Day, la tre giorni di mobilitazione nazionale che ha portato all’organizzazione di dibattiti, gazebo sui mercati, volantinaggi sui luoghi di lavoro. Nel monregalese, in particolare, i democratici nostrani hanno voluto predisporre, al fianco delle proposte di carattere nazionale, un pacchetto anticrisi aggiuntivo e locale sottoposto al Consiglio comunale di Mondovì in occasione della discussione del bilancio 2009. Si tratta di una serie di proposte su cui in Comune ci si confronterà nelle prossime settimane in apposite riunioni tra Assessori e Consiglieri, e che sono state presentate tra il 14 e il 16 febbraio sui mercati e davanti a uffici e fabbriche. ”Abbiamo cercato di svolgere un ruolo di opposizione costruttiva – ha detto il coordinatore del Circolo PD di Mondovì e Consigliere comunale Davide Ghirardi – Le nostre non sono quindi proposte fumose o impraticabili, tanto è vero che abbiamo individuato anche la copertura economica di ogni intervento”.
Tra le indicazioni che potranno essere adottate a Mondovì ecco le 5 più importanti:
1) Sgravi fiscali a favore delle famiglie. Riduzione del 50% dell’aliquota dell’addizionale comunale IRPEF per le famiglie con due figli a carico con età non superiore ai 25 anni e imponibile IRPEF annuo lordo non superiore a € 55.000. Azzeramento dell’aliquota dell’addizionale comunale IRPEF per le famiglie con tre o più figli a carico con età non superiore ai 25 anni e imponibile IRPEF annuo lordo non superiore a € 55.000.
2) Interventi economici a favore dell’infanzia e degli anziani. Abbattimento delle liste di attesa e delle rette degli asili nido attraverso la partecipazione agli appositi bandi regionali. Copertura del costo di assistenza in mensa degli studenti, che, a seguenti dei Decreti Gelmini sulla scuola, dal prossimo anno sarà probabilmente gestito da personale esterno e quindi a carico degli utenti. Copertura dell’abbonamento al telesoccorso per le persone con età superiore a 60 anni e reddito netto annuo inferiore ai 10.000 Euro
3) Interventi a favore dei consumatori. Predisposizione – di concerto con le associazioni di categoria e con le attività commerciali e artigianali, nonché con la grande distribuzione organizzata presenti in città – di un paniere di prodotti di prima necessità a prezzi calmierati e invariati per tutto l’anno 2009.
4) Sgravi fiscali a favore di commercio e artigianato. Contenimento del canone di occupazione di spazi e aree pubbliche (il bilancio comunale prevede invece l’aumento del 5% di questo canone), nonché del canone sull’installazione dei mezzi pubblicitari e di altre tariffe comunali.
5) Interventi a favore dell’imprese. Pagamento sollecito dei debiti verso le aziende fornitrici del Comune.

L’attivazione di tali misure è possibile utilizzando le nuove risorse provenienti da:
•  Recupero di nuove entrate ICI grazie all’aggiornamento della banca dati catastale, così come da comunicazione dell’Agenzia delle Entrate del 30/12/2008;
•  Partecipazione a bandi regionali;
•  Riduzione di spese correnti del Comune non indispensabili, come ad esempio le indennità per le funzioni di Direttore Generale dell’Ente o la cessione a “sponsor privati” la gestione – e i relativi costi – della manutenzione del verde nelle rotonde presenti sulla viabilità comunale

Infine, ecco le proposte del Partito Democratico che vengono fatte per intervenire a livello generale – in tutto il Paese – per combattere la crisi.
1) Ampliamento degli ammortizzatori sociali, e precisamente: sostegno al reddito, in caso di sospensione temporanea e disoccupazione, di tutti i lavoratori, compresi i precari e gli atipici ora sprovvisti di copertura assicurativa, da associare ad attività di formazione e programmi di reinserimento lavorativo. Inoltre, sospensione del pagamento delle rate del mutuo sulla casa di residenza per chi perde il posto di lavoro.
2) Riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati, diminuendo la pressione fiscale per raggiungere un alleggerimento di 100 euro mensili per i redditi fino a 30.000 euro annui, all'incirca il valore medio di un rinnovo di contratto nazionale di categoria. Ed inoltre introduzione della dote fiscale per i figli, per tutte le tipologie di reddito, per un importo pari a 2.500 euro l'anno a figlio.
3)  Ripristino delle risorse per il Sud d'Italia  attraverso la restituzione dei finanziamenti previsti per gli investimenti nel Mezzogiorno.
4)  Pagamento immediato dei debiti della P.A. verso le imprese fino a 250 dipendenti attraverso un fondo da 3 miliardi di euro. Anticipo dei pagamenti dovuti dalle Pubbliche Amministrazioni alle micro, piccole e medie imprese tramite la Cassa Depositi e Prestiti. Finanziamento dei Confidi per ulteriori 500 milioni di euro.
5) Sviluppo sostenibile: fare dell'ambiente, delle infrastrutture ecocompatibili, delle energie pulite e dell'efficienza energetica una delle chiavi per uscire dalla crisi. Un miliardo di euro subito disponibile con l'allentamento del patto di stabilità interno che consentirebbe agli enti locali di completare le opere avviate e bloccate dalla legge 133/08.
6) Sostegno all'industria per l'innovazione e l'occupazione. Piano di sostegno agli investimenti nell'innovazione . Pieno ripristino delle agevolazioni fiscali per gli investimenti nella ricerca e per le ristrutturazioni edilizie. Ecoincentivi per sostenere il settore auto.



permalink | inviato da DavideG il 10/4/2009 alle 3:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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